Karin Slaughter, con "Tagli", in un crescendo assurdo, che urla da ogni pagina

COMO - Tagli, libro di Karin Slaughter (Edizioni-Piemme, 367 pagine). Un thriller da non perdere, un crescendo di emozioni e colpi di scena in ogni pagina. La protagonista è Sara Linton, pediatra e coroner. Sara e il marito Jeffrey, capo della polizia, sono a un bivio della loro storia d’amore; da un lato la possibilità del divorzio, dall’altra quella di rimettersi insieme.

Nella loro vita privata, d’improvviso esplode una bomba: durante una normalissima serata passata alla pista di pattinaggio, Jenny, paziente di Sara, fa a pezzi il corpicino di un neonato e tenta di assassinare un ragazzo della sua età. Jeffrey, costretto a intervenire, non può fare altro che uccidere la ragazza.

Ma questo è solo l’inizio di una storia che si fa sempre più intricata e dai risvolti di volta in volta più oscuri.

Ovviamente la coppia viene travolta dalle indagini, sia dal lato professionale, ma anche da quello umano: Jeffrey si sente in colpa per aver dovuto uccidere una ragazzina;

Sara, durante l’autopsia, scopre abusi e ferite sul corpo della giovane. Questo fa che anche lei si senta in qualche modo responsabile perché non si è mai accorta di nulla.

Poi c’è Lena, una poliziotta che si è appena ripresa da un evento traumatico: un rapimento dove ha subito torture e soprusi. Tutto quello che sta capitando non fa che accrescere il suo malessere, perché è inevitabile che si riconosca nelle vittime.

Le indagini proseguono e ciò che ne esce è qualcosa di assolutamente inaccettabile: pedofilia, incesto. Nessuno è chi dice veramente di essere.

Un crescendo assurdo, che cresce in silenzio eppure urla da ogni pagina.

I protagonisti si amalgamano fra loro, ognuno con le proprie caratteristiche e problematiche, che fanno sì che ognuno riesca a riconoscersi nell’altro. È come un gomitolo, dove il filo conduttore avvolge ognuno di loro.

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Un romanzo ben congegnato, con un meccanismo che funziona a dovere.


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