Al Teatro Storchi di Modena, con la regia di Armando Punzo, "Dopo la Tempesta. L'opera segreta di Shakespeare"



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MODENA - Stagione 2016/2017. Teatro Storchi, Largo Garibaldi 15, Modena, 22 aprile 2017 ore 20, 23 aprile ore 15,30. Dopo la Tempesta. L’opera segreta di Shakespeare regia e drammaturgia Armando Punzo. In occasione dei quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare, il Teatro Storchi di Modena ospita sabato 22 e domenica 23 aprile Dopo la tempesta. L’opera segreta di Shakespeare.

Armando Punzo, regista, direttore artistico e fondatore della Compagnia della Fortezza formata da detenuti-attori, dà vita a uno spettacolo che si confronta con l’opera e l’eredità filosofica di Shakespeare, alla ricerca del grande testo segreto, il mistero  che si nasconde nello spazio vuoto tra le parole, negli indugi di Macbeth o nei dubbi di Amleto. 

In quasi trent’anni di spettacoli, Punzo si è confrontato ciclicamente con il Bardo come se il più grande drammaturgo di sempre, proprio in quanto genio assoluto e insuperato - inventore dell’uomo, incarnazione indiscussa del canone occidentale, poeta nostro contemporaneo - fosse il guardiano della Storia, il depositario dello spirito del suo tempo e di quelli a venire, previsti, prescritti e inesorabilmente immutabili.

A Shakespeare, il regista ha imputato di avere descritto e catalogato troppo bene l’essere umano, di aver disegnato senza via di fuga il mondo e le nostre anime: di averci, in altre parole, inventati per sempre. «Shakespeare ci consegna un’umanità persa nelle sue trame – commenta Punzo – inconsapevole di questa condizione e impossibilitata a trovare una via d’uscita. Se il Bardo è uno tra gli autori più rappresentativi del canone occidentale e ci ha creati per quello che siamo, vale la pena mettere tutto in discussione. Di Shakespeare non mi interessa il soggetto, ma la sua ombra. Dei suoi personaggi e intrighi che copiano la vita e le danno concretezza, mi interessa il non detto, il mancante, l’aspirazione a un’altra esistenza. L’ombra è l’altra faccia della medaglia, è il negato, il personaggio mancato da riscrivere per sottrazione, è il soggetto invisibile. I suoi uomini sono rozzi, ancora totalmente in preda all’essere umano ai suoi primordi. Vogliamo immaginare che Shakespeare nello scrivere tutta la sua opera abbia nascosto un altro testo, un metatesto, che non è visibile agli occhi di chi è attratto dalle sue storie. È un antidoto, un testo antidoto alla superficialità della vita descritta e vissuta dai personaggi. Come degli archeologi, cerchiamo tra le sue parole per far emergere dalla polvere questo nuovo testo. Il suo testo più improbabile e importante.


In una foresta di statue morte e potenti, si aggira uno spirito che vuole essere liberato.

La voce solitaria di una tromba all’inizio di un concerto è chiara, e limpida la sua melodia. Le nostre voci saranno corrotte, confuse. Saremo di fronte ad uno sconcerto. Lì vige una ferrea coerenza, qui l’incoerenza, l’illogicità, l’impossibile, lo straripamento dagli argini.

Come Dèi che guardano dall’alto la follia degli uomini. Il delirio di onnipotenza di Shakespeare. E il mio sogno di impotenza».

Nei giorni di replica di Dopo la tempesta. L’opera segreta di Shakespeare, sabato 22 e domenica 23 aprile, nel Ridotto del Teatro Storchi è visitabile la mostra “In cielo si combatte una guerra civile. Gli Shakespeare di Armando Punzo”. Stefano Vaja riunisce in una installazione video le fotografie che documentano tutte le riscritture shakesperiane di Armando Punzo. La mostra, a ingresso libero, è visitabile a partire da un’ora e mezzo prima dell’orario di inizio spettacolo. 

Armando Punzo – Compagnia della Fortezza

L’esperienza della Compagnia della Fortezza nasce nel 1988 nel Carcere di Volterra da un’idea di Armando Punzo, suo attuale regista e direttore artistico. Prima e più longeva esperienza di lavoro artistico in un istituto penitenziario, capofila e partner di una serie di progetti europei, la Compagnia della Fortezza è considerata oggi un vero e proprio modello per la realizzazione di progetti di teatro in carcere, collocandosi nello stesso tempo nell'olimpo delle eccellenze del panorama teatrale contemporaneo internazionale, per il rigore della sperimentazione registica e drammaturgica e la capacità di creare spettacoli in grado di trasfigurare completamente i luoghi che abitano. È attualmente composta da circa 50 detenuti-attori che quotidianamente lavorano su testi, drammaturgie, arti e mestieri del teatro. In ventotto anni di attività la Compagnia ha messo in scena più di trenta spettacoli, tra cui memorabili edizioni del Marat Sade, de I Negri, de I Pescecani ovvero cosa resta di Bertolt Brecht, di Hamlice. Saggio sulla fine di una civiltà, Santo Genet, ricevendo prestigiosi riconoscimenti tra cui sei Premi UBU. A partire dal 2003, grazie all’applicazione dell’art.21 dell’Ordinamento Penitenziario, la Compagnia della Fortezza è regolarmente in tournée, invitata nei più importanti e prestigiosi cartelloni di festival e teatri italiani, mentre si progetta la creazione del primo Teatro Stabile in Carcere al mondo, da realizzarsi all’interno dell’istituto penitenziario di Volterra. La battaglia per il Teatro Stabile è animata dall'obiettivo altissimo di trasformare sempre di più l'Istituto di Pena in Istituto di Cultura, «di trasformare il carcere in un teatro che sia il palcoscenico (privilegiato) di un mondo imprigionato, che racconti le contraddizioni della realtà; uno straordinario punto di osservazione sull'uomo e sulle sue azioni». Armando Punzo intende il teatro come opportunità di allontanamento dalla prigione interiore, come strumento di trasformazione radicale della materia umana, possibilità di mettere in crisi un mondo granitico e apparentemente immodificabile, nel segno quindi di una utopia realizzabile che dal carcere - inteso come straordinaria metafora dell'esistenza -  si estenda al mondo esterno. A latere e in relazione alla ricerca condotta all’interno del carcere con la Fortezza, infatti, Armando Punzo ha ideato e diretto spettacoli internazionali, focalizzandosi, negli ultimi anni, su progetti urbani e installativo-performativi di grande portata in termini di impatto spettacolare e coinvolgimento spazio-temporale delle città attraversate. 


Dopo la Tempesta. L’opera segreta di Shakespeare regia e drammaturgia Armando Punzo. Musiche originali e sound design Andrea Salvadori scene Alessandro Marzetti, Silvia Bertoni, Armando Punzo costumi Emanuela Dall’Aglio aiuto regia Laura Cleri movimenti Pascale Piscina assistente alla regia Alice Toccacieli aiuto scenografo Yuri Punzo direzione tecnica Carlo Gattai light designer Andrea Berselli suono Alessio Lombardi video Lavinia Baroni in collaborazione con VaiOltre! Collaborazione drammaturgica Giacomo Trinci, Lidia Riviello collaborazione artistica Adriana Follieri, Daniela Mangiacavallo, Pier Nello Manoni, Marco Mario Gino Eugenio Marzi, Luisa Raimondi, Eleonora Risso, Carolina Truzzi. Con Armando Punzo e gli attori e le attrici della Compagnia della Fortezza (in o. a.): Mohammad Arshad, Gillo Conti Bernini, Elisa Betti, Placido Calogero, Rosario Campana, Vincenzo Carandente, Eva Cherici, Nicola Esposito, Giulia Guastalegname, Ibrahima Kandji, Carmelo Dino Lentinello, Gregorio Mariottini, Francesco Nappi, Marco Piras, Andrea Taddeus Punzo de Felice, Danilo Schina, Francesca Tisano, Tommaso Vaja, Alessandro Ventriglia, Giuseppe Venuto, Qin Hai Weng, e con Antonino Mammino (sempre con noi!) e con i partecipanti all'Atelier Shakespeare Know Well. Organizzazione generale Cinzia de Felice coordinamento Domenico Netti amministrazione Isabella Brogi collaborazione amministrativa Giulia Bigazzi formazione Marzia Lulleri curatrice Rossella Menna social media partner Simone Pacini/fattiditeatro.it foto di scena Stefano Vaja

VOLTERRATEATRO / CARTE BLANCHE con il sostegno di MIBACT-MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO, REGIONE TOSCANA – COMUNE DI VOLTERRA - COMUNE DI POMARANCE, FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA, MINISTERO DELLA GIUSTIZIA C.R. VOLTERRA.



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