Partigiani caduti, incarcerati e torturati nella Caserma Lamarmora a Torino: ricordo di Daniela Ruffino



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TORINO - La vicepresidente Ruffino ricorda i partigiani incarcerati e torturati presso la Caserma Lamarmora di via Asti a Torino. In occasione del 72° Anniversario della Liberazione, la vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Daniela Ruffino, ha partecipato il 21 aprile 2017 alla commemorazione dei partigiani caduti, incarcerati e torturati presso la Caserma Lamarmora di via Asti a Torino, portando il saluto del Consiglio regionale.

La caserma di via Asti è uno dei luoghi-simbolo della Resistenza e dell’antifascismo a Torino. Un luogo evocativo del dolore e della violenza del regime. Dopo l'8 settembre 1943 la caserma divenne il quartier generale dell'Ufficio politico investigativo della Guardia nazionale repubblicana che aveva l'incarico di reprimere con ogni mezzo (rastrellamento, cattura, tortura, fucilazione, deportazione) la lotta clandestina in città e in provincia. La caserma venne quindi trasformata in luogo di detenzione e di tortura per tutti coloro sospettati di connivenza con la Resistenza.  Tutto ciò fino a quando venne  liberata dai partigiani, nella notte tra il 27 e il 28 aprile del 1945.

“Voglio ricordare la testimonianza resa  dall’avvocato Bruno Segre, imprigionato qui nel 1944, autore di un libro importante come  “Quelli di via Asti” che, attraverso uno spaccato autobiografico, ripercorre la storia di quegli anni bui e dolorosi” - ha sottolineato la vicepresidente Ruffino, ricordando l’impegno di quegli antifascisti “che avevano compreso qual’era la posta in gioco in quegli anni e, a proprio rischio e pericolo, si organizzarono per agire in clandestinità e nella lotta aperta contro il regime “.



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