Antoni Garçia, passeggiando tra le vie di Roma, mi racconta una lunga favola. C’è sempre un sorriso

fotografia di pierfranco bruni davanti al portone
ROMA - Tra l’allegria e i tuoi passi c’è sempre un sorriso. Antoni Garçia, passeggiando tra le vie di Roma, mi ha raccontato una lunga favola. Io qui faccio una sintesi. Con beneficio di aver compreso. Chi ha il sorriso nel cuore sempre comprende!
La favola continua. Perché mai dovrebbe comparire la scritta The End? 
Il Cerbiatto, ovvero il Principe, una mattina di dicembre, dopo il la sua cavalcata tra i sogni e il suo dialogare tra le lumache dei suoi giardini, entra nel
salotto del palazzo e trova la principessa, Onda di Vento, in ascolto dell’armonia del tempo. 
Sigilla un bacio sulle sue labbra e le offre un bouquet di violette. 
È dicembre, ma è come se fosse primavera. 
È  così. 
Quando si comincia con un sorriso e con un fiore la vita  è sempre un’alba che diventa mattino e poi sera e si porta dentro non le rughe della stanchezza, ma il canto di un tango o di una danza Sudamericana. 
Cerbiatto e Onda di Vento. Non smettono di amarsi. 
Semplice ma mai banale: la vita è amore e l’amore è il sorriso della bellezza. 
Quando l’allegria non è lungo i tuoi passi fai in modo che i tuoi passi siano tra le carezze dell’allegria. 
C’è sempre il sorriso che guiderà il tuo cammino.
(Antoni Garçia)

di Pierfranco Bruni





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