Le ultime parole di Paolo Borsellino sui mafiosi che approdano a Milano

"Mangano era una persona che già in epoca ormai databile abbondantemente di due decenni almeno operava a Milano. Era inserita in qualche modo in un’attività commerciale – racconta in tribunale la "voce" di Borsellino -. Tutti quei mafiosi che in quegli anni, siamo probabilmente alla fine degli anni ’60 inizio degli anni ’70, che approdarono a Milano e fra questi non dimentichiamo che c’è pure Luciano Liggio, cercarono di procurarsi quei capitali che poi investirono nel traffico delle sostanze stupefacenti anche con i sequestri di persona. Lo stesso Luciano Liggio fu coinvolto in alcuni clamorosi processi che riguardavano sequestri di persona, ora non ricordo se si trattasse ad esempio di quello di Rossi di Montelera ma probabilmente fu proprio uno di questi, e diversi personaggi che ancora ritroviamo come protagonisti di vicende mafiose a Milano si dedicarono a questo tipo di attività che invece, salvo alcuni fatti clamorosi che costituiscono comunque l’eccezione, sequestri di persona che invece a un certo punto Cosa Nostra si diede come regola di non gestire mai in Sicilia”.
Anche questo disse Paolo Borsellino di Vittorio Mangano e della mafia a Milano prima che il giudice venisse ucciso da cosa nostra nel luglio del 1992.
Il ritratto sullo "stalliere" è fornito all’interno del processo al senatore Marcello Dell’Utri come testimonianza ricavata da una ultima intervista rilasciata da Borsellino prima della morte. Giornalisti Fabrizio Calvi e Jean... Continua a leggere



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