Dalla Chiesa e Spadolini, le lettere e la trattativa tra Stato e mafia

In questo periodo, all'ordine del giorno della vita italiana ci sono anche le indagini e le rivelazioni giornalistiche che cercano di fare luce sui rapporti tra la mafia e lo Stato (Presunti?). Inchieste, lettere e corrispondenze varie per cercare di conoscere i meccanismi che (forse) legavano e (forse) legano la grande criminalità organizzata ai politici del passato e del presente.
Leggendo e soffermandosi per qualche secondo su alcuni passaggi che seguono, riguardanti i rapporti tra il
generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e il presidente del Consiglio dei ministri Giovanni Spadolini, si capterebbero l'incrociarsi di attività e di conoscenze dirette tra mafia e apparati dello Stato e dei Governi italiani. Può darsi pure, però, che non sia così.
Il generale Dalla Chiesa all’atto della sua investitura a prefetto di Palermo, negli anni Ottanta, ebbe colloqui e corrispondenze con il presidente del Consiglio dei ministri Spadolini.
Come emerge dalle trascrizioni degli atti che riguardano il processo al senatore Giulio Andreotti, il generale fece riferimento al tema delle complicità con la mafia, espresse la sua preoccupazione per le infiltrazioni di ordine politico, e ricevette dal suo interlocutore (Spadolini) la più ampia assicurazione che le “famiglie legate alla mafia nel mondo politico” sarebbero state sconfessate dal Governo e non gli avrebbero potuto creare difficoltà... Continua a leggere



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